“C’è qualcosa prima del TEATRO
che rende possibile il TEATRO:
è la PERSONA.
Il teatro costringe con la seducente carezza della finzione
a non evitare lo specchio della VERITÁ”
Laboratorio sperimentale, percorso di educazione, frutto di una scoperta e di un’esperienza viva a partire da quattro elementi:
1) Persona
2) Ricerca/movimento
3) Verità
4) Relazione/rapporto
Noi crediamo in un teatro che mette avanti a tutto la persona, l’io nel suo rapporto con la realtà, un teatro che partendo dalla vita diventa strumento che insegna il senso della vita.
La bottega è dunque una palestra di vita, un incontro di energie umane, un luogo dove è possibile mettersi in gioco e dare spazio alla ricerca senza paure e in libertà attraverso esercizi e giochi teatrali guidati. Ci metteremo in movimento, intraprenderemo un viaggio, in cui non conta l’arrivo ma il cammino che si fa, che ci farà fare delle scoperte incredibili su di noi.
Perché ciò avvenga abbiamo bisogno di partire dalle cose vere, nostre e metterle fuori. Il teatro è comunicazione, non cerchiamo l’effetto, l’esibizione, cerchiamo l’essenziale, ripartiamo dai bambini, pronti a stupirsi e reattivi di fronte alla realtà per tornare ad avere uno sguardo affezionato a noi e alle cose. Si cerca la semplicità perché il teatro è una prova, provare a dire una parola vera che mi tocca e occorre togliersi di dosso i pregiudizi di retorica e gli approcci estetici da teatro borghese e tornare all’origine per un teatro nudo che parte dall’uomo, da quello che è l’uomo.
Ciò che vince in ogni rapporto umano è la sincerità.
Non è una questione di capacità ma di educazione, il teatro è un luogo vocazionalmente aperto e transitabile da tutti in cui l’unica richiesta è la decisione personale.
Fare teatro per noi è imparare qualcosa della vita. Lo scopo è creare un luogo umano. Occorre un atto sincero della nostra libertà. Così impariamo delle cose e abbiamo voglia di comunicarle.
“Chi ha talento artistico, incontrandosi con un oggetto esterno, si sente toccato.
Sente che l'oggetto ha la facoltà di rivelare l'essenza, attraverso la forma.
Suscita stupore. Nello stato di recettività e attività,
l'artista si mette al servizio di quello che ha incontrato
al di fuori di lui, per ricrearlo” (da L'Opera d'arte di R.Guardini).


